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Credito d’imposta formazione 4.0

Con la presente si segnala la normativa in oggetto prevede la possibilità di beneficiare della disciplina del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 venga applicata, anche alle spese di formazione fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.

Soggetti interessati

Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese (sono esclusi i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali) indipendentemente dalla forma giuridica, settore economico e regime contabile adottato.

Ferma restando l’esclusione delle imprese in difficoltà come definite dall’articolo 2, punto 18), del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, la disciplina del credito d’imposta non si applica alle imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2 del Dlgs 8 giugno 2001, n. 231. L’effettiva fruizione del credito d’imposta è comunque subordinata alla condizione che l’impresa risulti in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Attività ammesse

La legge 27 dicembre 2019, n. 160 conferma che, affinché l’attività sia agevolabile, si deve trattare di attività rivolta ai lavoratori dipendenti svolta per acquisire ex novo o consolidare le conoscenze delle tecnologie negli ambiti indicati nell’Allegato A della legge 205/2017.

Sono ammesse al credito d’imposta le attività di formazione al personale dipendente finalizzate all’acquisizione ex novo o al consolidamento delle competenze nelle seguenti tecnologie: big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cyber security; simulazione e sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (Rv) e realtà aumentata (Ra); robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo macchina; manifattura additiva (o stampa tridimensionale); Internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali.

Come si può notare si tratta di una formazione sostanzialmente in ambito «digitale» sia dal punto di vista prettamente teorico (elaborazione di dati digitali) che dal punto di vista applicativo (robotica avanzata, interfaccia uomo macchina, ecc.).

Non è ammessa la formazione ordinaria/periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro/protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Misura dell’agevolazione

Nei confronti delle piccole imprese, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300.000 euro.

Nei confronti delle medie imprese, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 40% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

Nei confronti delle grandi imprese, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 30% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

La misura del credito d’imposta è comunque aumentata per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 17 ottobre 2017.

Obblighi documentali

In relazione agli obblighi di documentazione della spesa, è disposto (in modo del tutto analogo a quanto previsto per altri crediti d’imposta: per R&S, ecc.) che i costi sostenuti siano certificati, alternativamente per le imprese obbligate alla revisione legale dei conti (articolo 2477 cc) dal soggetto incaricato della revisione legale (revisore unico o collegio sindacale incaricato della revisione contabile), mentre in caso contrario da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali.

Le imprese non soggette alla revisione legale dei conti in alternativa al professionista revisore legale possono avvalersi di una società di revisione.

Le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile sono ammesse al credito d’imposta entro il limite massimo di 5.000 euro (la S.r.l./S.p.a. obbligata alla revisione non potrà, al contrario, agevolare una quota parte del compenso pattuito per l’ordinaria attività di revisione dei conti).

Le imprese che beneficiano del credito d’imposta devono predisporre e conservare una relazione che illustri le modalità organizzative e contenuti dell’attività formativa svolta. In caso di attiva formativa interna la relazione deve essere fatta dal dipendente che ha partecipato alle attività come docente o tutor o «Responsabile aziendale della formazione» (ove nominato) mentre in caso di attiva formativa interna la relazione deve essere effettuata dal soggetto formatore esterno.

Le imprese devono, inoltre, conservare l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del bonus, anche in relazione al rispetto dei limiti e delle condizioni previste. Si tratta dei documenti del consulente del lavoro/reparti paghe, che riepiloga il costo aziendale pieno di ciascun singolo dipendente.

Devono inoltre essere conservati i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti sia dal personale discente che dal docente o dal soggetto formatore esterno.

Analogamente alla formazione per gli iscritti agli albi professionali, anche in questo caso sarà richiesto che, per ciascun evento, sia tenuto un registro, sottoscritto «in ingresso» ed «in uscita» dei dipendenti, tenuto a cura del docente interno o dall’ente organizzatore esterno.

Utilizzo del credito

Il credito d’imposta è utilizzabile, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a   quello   di   sostenimento   delle   spese ammissibili, esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del Dlgs 9 luglio 1997, n. 241.

Al solo fine di consentire al ministero dello Sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia della misura agevolativa, anche in funzione   del perseguimento degli obiettivi generali, le imprese che si avvalgono del credito d’imposta sono tenute ad effettuare una comunicazione al ministero dello Sviluppo economico. Con apposito decreto direttoriale del ministero dello Sviluppo economico sono stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione. Il credito d’imposta non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale.

Il bonus non rileva ai fini del redditodell’Irap ma va indicato nel Modello Redditi (quadro RU) relativo al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

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Coloro che fossero interessati a maggiori informazioni sulle attività di formazione oggetto dell’agevolazione in esame possono contattare lo Studio.

Cordiali saluti.